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Cava di alabastro di Monticchio

Cava di alabastro di Monticchio

Cave
Epoca
Dagli Etruschi agli anni Cinquanta
Coordinate
41.2419, 13.0859
La scheda

Ci troviamo nella sella tra il colle Monticchio e il colle Guardia Orlando. Già gli Etruschi e i Romani conoscevano le qualità di una preziosa roccia, l’alabastro, e venivano ad estrarla dal promontorio del Circeo. Questo dato è avvalorato da alcune statue e frammenti trovati in vari siti archeologici della zona (es. Tempio di Giove Anxur di Terracina) e in tombe etrusche. L’alabastro è una preziosa roccia che si origina da deposizione lenta di carbonato di calcio che affiora nel calcare liassico sotto forma di stalattiti, stalagmiti e concrezioni mammellonari. Avendo a disposizione una pietra così pregevole, alla fine del XVIII secolo fu aperta una scuola sperimentale proprio per la lavorazione dell’alabastro (purtroppo oggi non più attiva) e da scritti locali emerge che fu in funzione fino agli anni Cinquanta. Questa scuola venne poi trasferita al Villaggio della Mercede (località Colonia Elena) dove rimase aperta per circa un anno e venne poi di nuovo trasferita a Latina. Nel Capponi, libro storico del Circeo, vengono citate quattro cave dalle quali si estraeva questa rara pietra, due nel versante di Quarto Caldo (zona della Batteria e Torre Fico), una presso il Monte Morrone ed una nella zona di Monticchio.

Curiosità

Lo sapevi?

Una chicca da raccontare a chi viaggia con te.

l’alabastro del Circeo lo possiamo vedere messo in opera a Cisterna di Latina, Palazzo Caetani e Vecchia Chiesa, a Roma nella Basilica di San Pietro, nel Battistero della chiesa S. Maria Maggiore, nell’altare di S. Spirito in Sassia e in altri siti che vi invitiamo a scoprire ogniqualvolta trovate un adornamento o un'opera in alabastro.

Informazioni pratiche

Fruibilità

Il sito è raggiungibile percorrendo in auto via XXIV Maggio e proseguendo a piedi lungo un sentiero ad oggi non facilmente accessibile.

Monticchio, via XXIV maggio