Nel cuore di Borgo Montenero si trova uno degli edifici pubblici realizzati negli anni Trenta nell’ambito della fondazione dei borghi rurali dell’Agro Pontino.
Durante il periodo fascista tutto l’Agro Pontino è stato interessato dalla costruzione di nuove città e di “borghi di servizio”. Tra questi troviamo Borgo Montenero, edificato in contemporanea con Pontinia tra il 1934 e il 1935. Il luogo si presentava ideale poiché accanto al paese di San Felice e in prossimità della collegatissima via Appia. La sua struttura è a pianta quadrata, divisa a sua volta in tre rettangoli. Sul fondo è posizionata la torre littoria a forma di fascio che fungeva anche da cisterna. Da allora il borgo è rimasto immutato. Per tutte le famiglie che vennero a bonificare la zona soprattutto dal Friuli, dal Veneto e dall’Emilia-Romagna, vennero edificate varie strutture utili alla vita sociale come la scuola, la chiesa e il dopolavoro. Tutte le attività legate alla bonifica dovevano essere rendicontate all’ONC “Opera Nazionale Combattenti”. L’edificio si inserisce nel linguaggio architettonico razionalista che caratterizzò la pianificazione dei borghi di fondazione dell’Agro Pontino negli anni Trenta.
L’edificio in cui si trovava, di fronte alle strutture principali, come la scuola e soprattutto la chiesa, fungeva da punto focale delle attività sociali. Ora della funzione storica di quel palazzo abitato da varie famiglie locali, resta solo la scritta “VINCERE” in calco sulla parete frontale.