La Chiesa del Villaggio della Mercede è una piccola chiesa moderna inserita nel complesso sorto negli anni Cinquanta lungo via Regina Elena.
La Madonna della Mercede deriva dallo spagnolo “Merced” ovvero prezzo o ricevuta. Il titolo rimanda nella chiesa Cattolica alla signora della grazia ricevuta, della misericordia. A partire dal 1200 a Barcellona un ordine maschile di frati, legati alla regola di S. Agostino sono guidati dal frate Pietro Nolasco con lo scopo di liberare i prigionieri cristiani fatti schiavi dei musulmani. La tradizione è continuata nei secoli e l’ordine creato ha continuato a lottare contro tutti i tipi di schiavitù andando in aiuto di tutti coloro che volevano vivere dignitosamente in maniera libera. Secondo questo spirito nel 1950 il Padre Ovidio Serafini incoraggia l’Ordine della Mercede di Roma ad acquistare un terreno in via Regina Elena dall’Opera Nazionale Combattenti per creare un centro di accoglienza rivolto a ragazzi senza famiglia, con situazioni disagiate e figli di carcerati. Qui il frate voleva accoglierli, istruirli e dar loro la possibilità di imparare un mestiere. Nacque così il “Villaggio della Mercede per figli di carcerati”. I frati mercedari hanno mantenuto la loro attività per quasi un cinquantennio avviando alla vita numerosi ragazzi (dai 4 iniziali il numero è salito fino a 146 ospitati) creando laboratori e scuole professionali di sartoria, ceramica, agricoltura, falegnami-ebanisti, aggiustatori meccanici e di radio-teleriparatori. Le strutture ancora presenti sul luogo lo testimoniano. Al centro tra gli stabilimenti presso gli alloggi che ospitavano i ragazzi, i frati hanno edificato una piccola chiesa moderna costruita in mattoni rossi arricchita da semplici quadri che ricordano le gesta dell’Ordine fondatore. I posti sono limitati, tanto che durante la seguita festa della Madonna della Mercede aiutati anche dal bel tempo estivo il 4 agosto si è costretti ad officiare all’aperto. La cerimonia culmina con il trasporto di una delicata statua della Vergine fino alla spiaggia del litorale di proprietà dell’attuale albergo che ha acquistato lo stabile dai frati.