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Grotta Guattari o Neanderthal

Grotta Guattari o Neanderthal

Grotte
Epoca
Paleolitico medio, cultura pontiniana
Comune
San Felice Circeo
Coordinate
41.2329, 13.0976
La scheda

Grotta scoperta casualmente il 24 febbraio 1939 durante lavori di estrazione di pietra sulla proprietà del signor Guattari, il cui ingresso era stato sigillato da un'antica frana circa 53.000-57.000 anni fa. Nell'antro terminale, poi denominato 'Antro dell'Uomo', fu rinvenuto un cranio di Homo neanderthalensis in eccezionale stato di conservazione, posto al centro di un cerchio di pietre che a lungo alimentò l'ipotesi di un rito di cerebrofagia; ipotesi oggi ridimensionata a favore di spiegazioni tafonomiche legate all'azione delle iene, che utilizzarono la grotta come tana. Scavi recenti condotti tra il 2019 e il 2021 hanno portato alla luce ulteriori resti umani e faunistici, confermando l'importanza scientifica internazionale del sito, oggi visitabile solo in occasione di aperture straordinarie organizzate dalla Soprintendenza.

La grotta, formata da varie caverne collegate tra loro, è situata alla base dell’estremità orientale del monte Circeo, alle spalle dell’Hotel Neanderthal. La conservazione intatta del sito preistorico musteriano è stata determinata da una frana che ne ha impedito l’accesso in epoca remotissima. Così, per una serie di circostanze fortunate, noi possediamo una sorta di “isola” preistorica di un ambiente vissuto dall’homo di Neanderthal e tramandatoci completamente intatto per oltre cinquanta millenni: la Grotta Guattari. La scoperta della cavità avvenne per caso il 24 febbraio del 1939 e fu fatta da alcuni operai del cav. Alessandro Guattari che estraevano roccia dal monte Morrone. Subito fu chiamato ad esaminare la sensazionale scoperta il paleontologo “per eccellenza” dell’agro Pontino, Carlo Alberto Blanc. Il suolo della grotta era cosparso di resti fossili di faune pleistoceniche mescolate a pietrame. Il materiale era ricoperto da depositi calcarei e si presentava in posizione originaria, rappresentando un rarissimo esempio di paleosuolo superficiale di epoca glaciale. Lo scavo intrapreso nel riempimento della grotta individuò alla base della paleosuperficie una spiaggia fossile con specie appartenute sicuramente al caldo mare interglaciale. Gli strati sovrastanti la spiaggia contenevano industria litica musteriana su ciottolo (per la quale Blanc coniò il nome Pontiniana) e resti di faune vissute nell’ultimo Glaciale: l’elefante, il rinoceronte, iena, leopardo, orso, lupo, volpe, cinghiale, cervo, bue Primigenio, daino, capriolo, cavallo. Il ritrovamento più straordinario fu fatto nell’antro terminale della cavità, ribattezzato Antro dell’Uomo: al centro di un ovale di pietre fu rinvenuto un cranio fossile appartenente alla specie dell’homo neandertaliensis in buone condizioni di conservazione. Alberto Carlo Blanc, che per primo analizzò il reperto, distinse sul cranio due aperture prodotte ab antiquo: una nel forame occipitale e una nella regione temporo-orbitale destra. Il luogo del rinvenimento del reperto, la tipologia del contesto faunistico, l’assenza di altri resti riferibili al medesimo individuo, e soprattutto, i due fori indussero Blanc a formulare l’ipotesi che il cranio fosse stato posto al centro di un rituale magico. Legato al contesto rituale era anche l’allargamento simmetrico della base del cranio, effettuato forse per estrarre il cervello secondo una particolare forma di antropofagia, simile a quella attuata in epoche recenti dai cacciatori di teste melanesiani. Il cranio, assieme ai reperti paleontologici della grotta e ai resti faunistici degli strati sottostanti, fu di nuovo studiato da antropologi americani, che, avvalendosi delle più moderne tecniche di analisi scientifica, sollevarono dubbi sull’interpretazione rituale di Grotta Guattari. Durante il Congresso internazionale “The fossil man of Monte Circeo. Fifty years of studies on the Neandertals in Latium” tenutosi a Sabaudia nel 1989, le tesi esposte dagli studiosi americani dimostrarono che i fori sul cranio furono praticati dalle iene e che il suggestivo Antro dell’Uomo era in realtà una tana di carnivori, più precisamente di Iene Maculate.

Curiosità

Lo sapevi?

Una chicca da raccontare a chi viaggia con te.

La teoria della tana di iene è tuttora accettata dalla comunità scientifica mondiale e la vita di questo suggestivo “santuario” della Preistoria è stata così ridefinita. L’uomo di Neanderthal visse Grotta Guattari tra i 75.000 e i 55.000 anni fa, momento in cui con ogni probabilità l’ingresso fu parzialmente chiuso da una frana. Questo spiega la totale assenza di tracce dell’Homo Sapiens del Paleolitico superiore, che giunse al Circeo dopo qualche millennio del Neandertaliensis, come documentano Grotta Breuil e Riparo Blanc. Alcuni millenni dopo la frana fecero il loro ingresso le iene, che trasformarono la cavità, semi chiusa, in una tana sicura dove accumulare cibo per i loro cuccioli. Dunque una seconda frana chiuse definitivamente la grotta, straordinariamente sigillata fino al 1939.

Informazioni pratiche

Fruibilità

Chiusa al pubblico.

Via Alcide De Gasperi, 1, 04017 San Felice Circeo LT