Si deve a Italo Gemini, Sindaco del Circeo dal 1956 al 1962, l’apertura del “Parco Pubblico al Peretto”. Questo splendido luogo si chiama Peretto proprio grazie alla presenza di Peri selvatici (Pyrus pyraster) che qui crescevano numerosi e rigogliosi. Ci troviamo in un parco tendenzialmente in pianura, sotto l’ombra di querce sempreverdi quali Lecci (Quercus ilex) e Sughere (Quercus suber), sotto le quali sono stati collocati tavolini e panche in legno. Arbusti sempreverdi tipici della macchia mediterranea quali: Filliree, dalle caratteristiche foglie coriacee (Phillyrea angustifolia e Phillyrea latifolia); Mirto (Myrtus communis) pianta nota nella mitologia greca e latina associata da sempre a divinità femminili come Afrodite; splendidi arbusti di Cisto (Cistus monspeliensis, Cistus incanus) dai caratteristici fiori, godibili da aprile a giugno; Erica (Erica arborea) nota per il suo utilizzo nella costruzione delle pipe; Corbezzolo (Arbutus unedo) appartenente alla stessa famiglia delle eriche (Ericacee) e che, con il suo nome, ci ricorda di andar cauti nel mangiarne i frutti. Infatti il nome deriva dal celtico, “arbutus”, che significa acerbo mentre “unedo” sembra derivi dal latino “unum tantum edo” ovvero “ne mangio uno solo” per ricordare che una quantità eccessiva può dare spiacevoli problemi intestinali! Tra gli arbusti e le erbacee si intreccia la “strappa braghe” (Smilax aspera), fanerofita lianosa, ovvero pianta legnosa non in grado di accrescere verticalmente da sola ma che ha bisogno di un supporto, appartenente all’ordine delle Liliales: tipica di questi ambienti, con le sue bacche mature nel periodo invernale, è un prezioso nutrimento per gli uccelli. Nota comunemente con il nome volgare Salsapariglia, cibo di cui van ghiotti i Puffi, gli abitanti del Circeo la chiamano “strappa braghe”, così come il nome scientifico “asper” significa proprio ruvido, scabro, pungente, rimandando alla spinosità della pianta. Ricordiamo che siamo all’interno del Parco Nazionale del Circeo, istituito nel 1934 e che tra i suoi numerosi ambienti comprende il Promontorio del Circeo. La zona è denominata Quarto Freddo, per la sua esposizione settentrionale, che si contrappone sia per clima che per vegetazione all’opposto Quarto Caldo, esposto a Sud. Oltre alla ricchezza di specie botaniche solo accennate, tra gli animali è abbastanza comune incontrare tracce della presenza del cinghiale: le scrofulature che produce, con il suo particolare naso, alla ricerca di cibo, le cortecce stranamente “lisce” dove questo animale si strofina e l’insoglio, una vera e propria beauty farm che si crea nei punti dove si ha un accumulo di acque piovane. Sempre tra i mammiferi del crepuscolo è possibile assistere ai pregevoli voli dei pipistrelli. Sollevando lo sguardo e stando in silenzio il canto di numerosi uccelli ci ricordano che il sito è anche all’interno della Rete Natura 2000, che individua qui un Sito di interesse comunitario (SIC IT6040017) e rientra nella vasta Zona a protezione speciale (ZPS IT6040015). Inoltre, tutta l’area del Parco è compresa nell’Important Birds Areas (BIP). Le specie variano ovviamente con la stagione, tra gli stanziali ricordiamo il Passero Solitario, la Ghiandaia, il comune Merlo. L’Allocco e il Barbagianni sono udibili di notte, insieme alla Civetta. I più fortunati ed attenti potranno anche osservare il raro Falco Pellegrino che pone i suoi nidi sulle falesie del promontorio e che qui volteggia alla ricerca di cibo e per controllare il suo territorio.
- Epoca
- Metà degli anni ’50
- Coordinate
- 41.2374, 13.0817
Curiosità
Lo sapevi?
Una chicca da raccontare a chi viaggia con te.
In questa zona potete ammirare anche diversi siti di interesse storico-archeologico quali la Villa con Cisterna del Peretto e il Fortino di Guardia Orlando. I Sanfeliciani sono molto legati a questo sito, associazioni culturali utilizzano quest’area per manifestazioni ed eventi nel rispetto della natura, fu qui celebrato anche un matrimonio.
Informazioni pratiche
Fruibilità
L’area è fruibile stante al rispetto delle norme vigenti, siamo all’interno del Parco Nazionale del Circeo.
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