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SIC IT6040016 Promontorio del Circeo Quarto caldo

SIC IT6040016 Promontorio del Circeo Quarto caldo

Natura
La scheda

Sito di Importanza Comunitaria della rete Natura 2000 istituito per tutelare gli habitat costieri e rupestri del versante meridionale del promontorio del Circeo, noto come “Quarto Caldo”.

Il Promontorio del Circeo, che raggiunge con la sua cima più alta i 541 m s.l.m., anticamente era un’isola mentre oggi è legato al resto del continente dalla pianura pontina. Proprio per la sua particolare esposizione da sempre è stato suddiviso virtualmente in quattro porzioni: il Quarto freddo esposto a Nord, il Quarto caldo esposto a Sud e i due quarti temperati nel mezzo. Questa esposizione, radicale dal punto di vista dei punti cardinali, determina una differenza particolarissima nella tipologia di comunità vegetali e animali che abitano i differenti “Quarti”. Ciò porta ad una ricchezza pregevole in termini di biodiversità riconosciuta anche dalla Comunità Europea, infatti nel promontorio, nella pianura pontina, nelle isole e nel mare che le circonda e che le lega alla costa sono stati individuati diversi nodi della Rete Natura 2000, identificati dai Siti di Importanza Comunitaria (SIC, istituiti ai sensi delle Direttive Habitat 92/43/CEE) e dalle Zone di Protezione Speciale (ZPS, direttiva Uccelli 79/409/CEE).

Il “Quarto Caldo”, che rientra nel SIC IT6040016, comprende una superficie di circa 428 ettari e si estende dal Centro storico dell’abitato di San Felice Circeo fino a Torre Paola e dal mare fino alla cresta. Qui la vegetazione si è adattata all’esposizione al sole, alla scarsità di acqua, ai venti provenienti dal mare e quindi carichi di salsedine. Siamo nella macchia mediterranea che si alterna a zone scoperte con affioramenti di roccia e zone prettamente erbacee.

Proviamo a fare una passeggiata virtuale dalla costa alla cresta: dove arriva l’azione diretta del mare la vegetazione è di tipo alofita (piante adattate a vivere in terreni ricchi di sale) come ad esempio il Limonio del Circeo (Limonium circaei) citato anticamente già da Plinio e il finocchio marino (Crithmum maritimum) forse più noto come Erba di San Pietro probabilmente perché cresce in un ambiente frequentato dai pescatori. Si prosegue con una formazione assimilabile alla gariga, costituita essenzialmente da arbusti e specie erbacee quali rosmarino, erica multiflora, cisto ed euforbia. Salendo entriamo nella macchia bassa formata da lentisco, olivastro, fillirea, alaterno, mirto, leccio ma a cespuglio, tenute assieme dalla stracciabraghe (Smilax aspera). Proseguendo in quota anche la macchia si “alza”, con il leccio frammisto ad orniello, olivastro, fillirea, ginepro fenicio, vari cisti, lentisco, terebinto, alaterno, corbezzolo e alloro. Rosmarino e ampelodesma, riescono a vegetare praticamente in tutta la porzione di territorio. Qui è tipico incontrare la palma nana che trova il modo di attecchire nelle porzioni più acclivi della parete rocciosa che scende sul mare, oggi insieme all’agave e in alcuni tratti al fico d’India. La palma nana (Chamaerops humilis) è una specie autoctona, cresce spontaneamente e ci ricorda che nell’antichità le temperature erano molto più alte (considerata un relitto del Terziario), mentre l’agave e il fico d’India sono stati introdotti dall’uomo.

Quarto Caldo lo si può visitare percorrendo l’antica via che collega da tempi antichi l’abitato del paese al Faro, o la parallela via, posta poco più a monte, che si chiama non a caso Via del Sole, proseguendo poi lungo via delle Batterie. Questa antica via litoranea, descritta nella scheda del faro di Capo Circeo, conduce verso Valle Caduta e Valle Moresca, dove le testimonianze archeologiche attestano la presenza dell’uomo fin dall’era preistorica.

Tutta la zona fu abitata anche dai romani, lo testimoniano resti di muri in opera reticolata sia nei pressi del faro che a Valle caduta e le due cisterne di raccolta delle acque. Un’altra villa era presente nei pressi di Vasca Moresca, la cui cisterna di forma rettangolare ha dato il nome a tutta la zona. Salendo verso la vetta si incontrano anche resti di mura in opera poligonale.

Passando al periodo papale la zona fu tenuta sotto controllo dagli assalti dei pirati saraceni, e non solo, grazie alla supervisione delle torri. Oggi son ben visibili ville di età contemporanea e un muro a secco, localmente chiamato Galeazzi, e il rinomato complesso residenziale Punta Rossa.

Curiosità

Lo sapevi?

Una chicca da raccontare a chi viaggia con te.

Visitando la zona del Quarto Caldo è possibile ammirare tutte le grotte visitabili via terra, le Torri papali, il Faro, il Fortino, il riparo Blanc, la cava di alabastro e il Precipizio.

Informazioni pratiche

Fruibilità

Parte del territorio è percorribile senza grosse difficoltà in automobile, si sconsigliano però autobus eccessivamente grandi.

Quarto Caldo