Grotta di grande interesse archeologico e paletnologico, che prende il nome dal celebre preistorico francese Henri Breuil, tra i pionieri degli studi sull'arte rupestre e la preistoria europea. Il sito rientra tra i luoghi chiave per lo studio della presenza umana preistorica sul promontorio del Circeo, in continuità scientifica con le ricerche avviate a partire dalla scoperta della vicina Grotta Guattari nel 1939.
Le grotte preistoriche del Circeo furono divise schematicamente in due gruppi da Alberto Carlo Blanc: quelle che hanno fornito resti di fauna fossilizzata e di industria litica e quelle che hanno mostrato solamente un riempimento detritico fossilifero. Al primo gruppo appartengono: grotta Guattari, del Fossellone, Breuil, dell’Acquario, Elena, del Presepio, del Cervide, Stefanini, e la grotta di Torre Fico. In particolare le grotte dell’Acquario, Breuil e del Presepio hanno conservato consistenti resti del riempimento quaternario comprendenti fauna fossile, avanzi di carbone –a testimoniare l’uso del fuoco da parte dell’uomo- e manufatti litici della cultura Pontiniana (ovvero dell’Uomo di Neanderthal). Grotta Breuil, raggiungibile solo dal mare, si apre in una piccola insenatura posta a circa 1 km ovest dal fianco scosceso del Monte Circeo, chiamato anche il Precipizio. Essa fu scoperta nel 1936 da Alberto Carlo Blanc durante una delle sue continue e sistematiche esplorazioni delle grotte della scogliera. La grotta fu dedicata da Blanc all’abate H. Breuil, famoso paletnologo francese, nonché suo collega e collaboratore. Il sito può essere considerato uno dei più interessanti del Promontorio, in quanto ci ha fornito notevoli notizie relative all’uomo che per primo abitò il nostro territorio: l’homo Neanderthaliensis. Nonostante la sua particolarità la grotta fu scavata solo a partire dal 1986, da parte dell’Istituto Italiano di Paletnologia. I primi studi sui materiali rinvenuti ci permettono di affermare che Grotta Breuil fu abitata dall’Uomo di Neanderthal, dato confermato non solo dalle migliaia di manufatti in selce di piccole dimensioni, riferibili alla tipica industria litica Pontiniana, ma anche dai reperti fossili umani rinvenuti. Tra questi ricordiamo un frammento di parietale e due denti molari di chiara morfologia neandertaliana. L’accumulo di resti faunistici della grotta è da attribuirsi quasi esclusivamente all’opera dell’uomo: venivano cacciati soprattutto lo Stambecco ed il Cervo. Sui resti faunistici sono state riscontrate tracce riferibili ai vari stadi di lavorazione della carcassa (dallo spellamento al consumo) e per l’abbattimento si selezionavano individui adulti trasportati all’interno del sito dopo la caccia. Le indicazioni, fornite dall’analisi della dentatura degli animai cacciati, suggeriscono un’occupazione stagionale della grotta dall’autunno all’inizio della primavera. I resti dell’avifauna (sono state individuate ben 39 specie di differenti uccelli) indicano un clima temperato-fresco (più freddo di oggi) più o meno vicino a quello attualmente presente nell’Europa Continentale, con habitat abbastanza variegato come si evince dalla convivenza a differenti quote di specie boschive, altre di zone rocciose e altre ancora di zone aperte. Molto interessanti sono i nuovi risultati ottenuti dall’analisi delle microtracce d’uso visibili sui manufatti litici, che permettono di analizzare l’azione svolta dagli strumenti di pietra fabbricati dall’uomo. Nel campione archeologico proveniente dallo strato 6 di Grotta Breuil si sono osservate tracce di usura relative all’attività di macellazione, alla raschiatura delle pelli e alla lavorazione del legno. Recentemente, grazie alle più innovative tecniche e metodologie di analisi dei manufatti, è stata proposta una datazione per alcuni campioni provenienti dalla parte superiore della sequenza stratigrafica intorno ai 33.000 anni da oggi. La datazione sarebbe abbastanza recente per un insediamento dell’Uomo di Neanderthal, una fase molto tarda della sua esistenza come specie. Questo vuol dire che circa 35.000-33.000 anni fa, quando nell’Italia settentrionale l’Homo Sapiens era già presente da alcuni millenni, al Circeo vivevano ancora degli uomini di Neanderthal, forse gli ultimi prima della loro totale estinzione.