Presso l’attuale Belvedere («La Ringhiera»), in Piazza Marconi, sorgeva l’antico cimitero del borgo, annesso alla Chiesa Parrocchiale di San Felice Circeo dedicata alla Beata Vergine del Carmine o del Suffragio. La chiesa e il cimitero occupavano uno spazio recintato e sopraelevato; la struttura religiosa era retta dalla Compagnia del Suffragio.
Il cimitero era composto da una serie di grandi pietre che chiudevano delle fosse comuni. Inizialmente le fosse erano suddivise per uomini, donne, bambini e sacerdoti defunti; in seguito si scelse un’unica fossa per la sepoltura dei defunti. Alla fine del Settecento gli amministratori decisero di creare un nuovo cimitero all’esterno delle mura comunali, poiché la fossa comune emanava effluvi maleodoranti ed esponeva gli abitanti al rischio di epidemie.
All’inizio dell’Ottocento la chiesa fu definitivamente chiusa al culto e al suo posto sorse il locale ufficio postale. L’attuale Piazza Marconi, sulla quale sorgeva il complesso, era anticamente denominata Piazzale della Marina. Un documento dell’Archivio Caetani, datato 1632 e stilato all’interno della chiesa, testimonia una riunione dei capifamiglia dei nuovi abitanti di San Felice Circeo alla presenza del duca di Sermoneta Francesco Caetani, nella quale San Felice veniva dichiarato «Avvocato, difensore e protettore», consolidando il legame tra la comunità e il santo.